■i 26
che l’affare andrà bene} ma bisogna che il Nota, a vclerben servire alle nostre brame, attenda mollissima faiditempora: e il migliore, per mio giudizio, sarà quande ilPrincipe avrà sotto gli occhi 1’ articolo, che nel venturoimminente fascicolo dello Spettatore verrà inserito sull'O-pera intitolatagli dal Borghesi : nel quale articolo senoparole che debbono, se non erro , lusingare debitamenteP amor proprio di quell’Altezza, e disporla a gradire sem-pre più gli omaggi dei letterati che onorano la nazione.E del certo 1’ Opera tua è nel numero delle prime.
Non aver dunque fretta, e lascia agir l’amicizia, e spe-rane prospera riuscita.
Che n’ è di Momolo ? E egli sempre martire della for-tuna? La sua probità, il suo ingegno, le sue sventure hannoancora placato quella calva p.che gira sempre i mi-
gliori al fondo della sua ruota ?
Mille saluti all’ incomparabile tua Lucietta, e sta sano.
ALLO STESSO
Sono ridotto a scrivere come i fanciulli che vanno sul-1’ orma. La paralisi della mano manca mi attacca alcunpoco anche la dritta. Nulladimeno voglio far prova dirispondere tutto di proprio pugno alla vostra dolcissima.
U parere del vostro Aglietti intorno ai fanghi di Abano,se siano ad applicarsi alla mia infermità, è del tutto con-forme a quello di Scarpa , il quale me gli interdisse alta-mente. Al voto di questi due grandi, al quale si accordaanche quello dei due medici che mi curano, bisogneràdunque piegare la mia volontà. Ben vi dico che me neduole, perchè la cura dei detti fanghi mi prometteva, tramolti contenti, quello di passar qualche ora deliziosa incompagnia dei molti amici che in Padova mi avrebberoconsolato della loro presenza, fra i quali io contava parti-