LETTERE
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ila non imitarsi, tanto nello stile e nelle parole, quantonelle fastidiose teologiche deputazioni. E per evitare chei vostri allievi non prendano la funesta abitudine di darsempre alle loro idee un solo colore, non li lasciate colsolo Dante , ma insegnate loro a temperar l’acerbità efierezza dello stile dantesco colla dolcezza del Petrarca ,colla fluidità dell’Ariosto , e colla nobiltà del Tasso. Aquelli poi che sanno di latino, fate precetto di aver sem-pre nelle mani Virgilio.
Finché Anelli non sia definitivamente istallato nellasua cattedra, voi non potete essere confermato nella vostra.Ma questa non è che una pura ceremonia, il cui ritardonon nuoce punto al possesso in cui già siete.
Dov’è Bettoni ? A due lettere che gli ho scritte nessunarisposta. E in una di queste io gli commetteva di dareagli amici un esemplare della Palingenesi $ dico a voi, aCorniani, Beccalossi, Bianchi, Pagani, Arrivabene. L’ha eglifatto ? Ha egli per me adempito quest’ obbligo di buonaamicizia? Salutateli tutti, ed amate il vostro, etc.
ALLO STESSO
Finalmente posso rispondere. E intorno al valore de’vostriversi poche parole: essi sono belli, strabelli, e vorrei fosserocosa mia (*). Ma voi avete commesso un grande errorestampandovi in fronte il nome del Principe senza diman-darne il permesso. Per riparare al mal fatto, mandate su-bito alla Direzione generale degli Studi due esemplari delpoema, comunque legati, ma levatene via la dedica. Questala dovete aggiungere manoscritta, e accompagnarla conlettei’a lusinghiera a Moscati, perchè si compiaccia di pas-sarla, unitamente al poema, sotto gli occhi del Pi’iucipe,
(’) La Coltivazione degli Ulivi> Poema.