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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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aj6 LETTERE

tua. Costanza e Giulio ti abbracciano caramente, e An-taldi, Cassi , Borghesi egualmente. Fa tu lo stesso conAureggi, Casiraghi, Tordorò , Aspari, Petracchi, e conquanti di me si ricordano. Addio, addio.

PS. Finora sono cinque le lettere che t’ho sci’itto : laprima da Verona, la seconda da Venezia, ia terza da Fer-rara , la quarta da Lugo , e questa , che è la quinta, daPesaro . E tu neppure una riga.

ALLA STESSA

Pesaro , ia gennaio i8aa.

Non a torto ti lagni della poca frequenza delle mielettere \ ma io studio e scrivo continuamente : e quandomi sto sepolto oolla penna in mano tra i libri, tu sai chemi pesa il distrarmi, e mi dei perdonare.

Niuna cosa mi è tanto cara, quanto l’udire che, malgradodelle nebbie e delle nevi che infestano la stagione inMilano , la tua salute non ne ha finora patito. Io li scon-giuro di averne diligentissima cura. La mia è perfetta.Non ho mai goduto d’un inverno cosi benigno} egli è tantomite, che io vado vestito della stessa guisa che in ottobrea Milano .

Dei nostri affari co’nostri nepoti ti ho già scritto quantoli dee bastare per tranquillarti. Nulla si è concluso, e nullasi concluderà, se la permuta o la vendita non torna innostro vantaggio. L’entrare in dettagli sarebbe storia troppolunga ed inutile.

Per aver cagione di prolungar la presente, voglio rac-contarti cosa che ti farà ridere.

In Fano, distante dicci miglia da Pesaro , dura tuttaviaun antico costume di celebrare, appunto di questi tempi,una giostra di tori, alla quale è molto il concorso daipaesi circonvicini^ c giorni sono ebbe luogo il primo speli-