LETTERE
dina. Io scrivo ali’ una e all’ altra una lettera di cordialeringraziamento. Ringraziale tu pure quando le vedi ^ anzifa loro espressamente una visita a nome mio.
La Costauza sta meglio e ti abbraccia. Lo stesso faGiulio e Cassi ed Anlaldi.
ALLA STESSA
(*) Non andar meco in collera, mia cara Teresa. Laragione, per cui non ti scrivo da tanto tempo, pur tropposi è quella die hai saputo da altri : e s 1 io fin qui 1’ hotaciuta , è stato per non affliggerti , nè voglio che tu neresti in gran pena, perchè lo stato dell 1 infermo mio occhioha presa già miglior piega, e spero che presto mi porràin istato di mettermi in via per ritornare nelle tue braccia.Del resto sappi che tutti qui siamo in mala salute, e cheGiulio medesimo, appena scritta a Bertolotti la lettera , incui toccava 1’ incomodo da me sofferto , cadde egli stessogravemente ammalato, e lo è tuttavia. Costanza ancoressa è tuttavia travagliata da spessi affanni di petto, e dacontinui dolori che le errano per la vita, nè mai la lascianoriposare. E s 1 ella non ti ha scritto nulla sulla mia cala-mità, son io che, per la detta cagione di non contristarti,gliene feci la proibizione. Rispetto a me, se non fosse ildisastro dell’ occhio, che da un mese mi vieta ogni facoltadi leggere e scrivere, la mia salute sarebbe perfetta} chèmai il minimo dolor di capo, mai la più piccola alterazionedi polso m 1 ha disagiato $ ma 1’ occhio è malamente con-dotto per la rottura de’ vasi lagrimali degenerati in fistola,
(*) Questa lettera, clic non ha data, è scritta, come le due antece-denti, da Pesaro nel 1822. Ivi, in casa del conte Giulio Perticari suopenero, il Monti infermò dell’occhio destro, e, tornato a Milano nel-l’estate dì quell’anno medesimo, fu poi guarito mercè la cura del va-lente dottor Taramclli. {V Editore.)