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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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di che io stava già in grande sospetto prima ancora dipartire da Milano . Al presente bisogna armarsi di tuttapazienza} e quando sarò in Milano ci risolveremo delresto. Non mi dilungo di più per non affaticare la vista eperdere il frutto della cura, a cui mi sono assoggettato.Porgi le mie nuove e i miei saluti agli amici. Io non foconto della mia vita che per te , cui abbraccio con tuttoil cuore. Il tuo, etc.

ALLA STESSA

(*) Ecco che ti scrivo, ma non isperare una sola lineadritta , poiché la tremante mia mano non obbedisce allafalsa riga, e va storta come la biscia. In somma è pennaromantica. La mia salute è sempre buona , ma le forzesempre perdute, nè finora posso dire di averne trattovantaggio sensibile. Ma forse è ancor troppo presto. Man-dami il cappello, poiché le due berrette di seta non midifendono abbastanza dal sole nel traversare da un luogoombroso ad un altro, ove non si può andare ebe trapas-sando qualche tratto di sole.

Ti attendo colla Gostanza giovedì.

L’ uso delle ortiche, che in Milano non ho potuto tol-lerare, l 1 ho ripigliato adesso spontaneamente, convinto chenon può farmi che bene , e pentito di non averlo conti-nuato. Vedi che qualche volta pure sono ragionevole, eche il sarei sempre, se l’impazienza non mi vincesse. Dilloa Taramelli, e fagli sapere che, secondo la promessa, l’at-tendo , e che mi lascerò orticare dalle sue proprie maniquanto vorrà.

(*) Questa e la seguente lettera senza data', furono scritte da Sesto di Monza , dove, nell’estate dell’anno 1826, il Monti, miglioralo alquantodella apoplessia che lo aveva colpito, erasi trasferito in casa d’amici,sperando che l’aria della campagna potesse giovare a rinvigorirgli leforze. Da Sesto egli poi passò a Caraverio in Brianza. ( L’Editore .)