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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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Abbi cura della tua salute che mi preme più della mia-,e se alla Posta sono lettere per me, falle recapitare in casaCalderara.

Ti abbraccio con tutta 1 ’ anima , e fo il medesimo conla Costanza , e sono , e sarò sempre, finché avrò vita, iltuo, etc.

ALLA STESSA

Non è più tempo di riguardi. L’aria di Sesto (l’espe-rienza è fatta) non solo non mi aiuta, ma, sto per diro,mi nuoce, poiché mi ha cagionato una tale inappetenza,che non v’ ha cibo che non mi dia di volta lo stomaco; csì l’affettuosa cura de’miei ospiti non lascia di procurarmii più squisiti. Mangio pochissimo, c il poco che mi va giùper la gola, il restituisco per secesso tal quale ho potutoa stento ingoiarlo. I11 somma il mio stato ha bisogno diaria più elastica. E quando penso al delizioso e semprevivo appetito che a tutte le ore aveva meco a Caraverio,mi fa ardentemente desiderare di andare a respirarla. Quellasolitudine non mi spaventa ( altronde non si è mai soliquando si ha la compagnia di buoni libri): quindi misono fermamente fitto nell’ animo di andare a quell’ aria,che per prova mi ha sempre conferito mirabilmente. Mibasta l’aver meco il nostro buon servitore Luigi; e ovesi tratti di ricuperare la salute, conviene metter da partetutti i sollazzi. Vieni dunque a prendermi il più presto chepuoi, e spero che Aureggi acconsentirà alla mia andataa Caraverio, ove mi chiama il sommo bisogno di rifarmiin salute , per ricuperare la quale io voglio e debbo ten-tare tutte le vie. Ti abbraccio con tutte le forze del cuore,e fo lo stesso con Costanza ed Aureggi, e vi prego tuttidi compatire il mio misero stato. Addio mille volte.