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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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vano schiacciati dal peso della grande opinione pubblica,e si contorcono come vipere.

Mi manca il tempo per allargarmi teco in lungo discorso;ma non voglio dar fine senza ringraziarti, e pregarti dicontinuarmi la tua assistenza nel proseguimento di unlavoro tanto utile. Addio, il tuo, etc.

ALLO STESSO

Milano , 9 maggio 181S.

Tornato ieri da Sesto di Monza , ove per più giorni alcanto degli usignuoli il mio Oriani, sotto a’ miei occhi, hamesso mauo a un grande processo contra il Frullone e isuoi gravi peccati in fatto di Matematica e d’Astronomia ,trovo sul tavolino le ultime tue carissime colla fiera car-datura dell’ incomparabile nostro Peyron alla frullonicagrecità. Io non credea, per Dio ! che 1’ ignoranza degliinfarinati dell’Arno in conto di sapere greco fosse cosìsublime. E tuttavia anche il Giordani (che è partito daMilano ridendo su quella epittima di Valdarno da te no-tata ) me ne assicurava, ed esso pure ed il Mai mi pro-mettevano ( e terranno parola ) una larga messe d’ errorisu questo campo. E da tutte le parti d’Italia , ed anchedalla stessa Toscana , mi giungono tutto dì profferte edeccitamenti gagliardi a proseguir la mia santa impresa ,che ora non è più mia, ma di tutti i buoni Italiani , e dite principalmente, mio caro Grassi, e dell’egregio nostroPeyron, al quale io ti prego di far sentire, per tanto aiutoch’egli ne porge, la debita nostra riconoscenza, e di starglial fianco con tutti gli sproni per la continuazione del-1’ eccellente lavoro a cui ha posto l’ingegno.

Io rispetterò per ora le cagioni che lo costringono atenersi occulto; ma i beneficii, o d’ un modo o d’un altro,deggiono finalmente esser palesi. E io spero che a suotempo non debbagli dispiacere che io ponga il suo nomeMosti. Epistolario. 20