LETTERE
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le più mi sono giunte novissime. Ed io ne farò bell’uso,nè tacerò la fonte da cui mi sono venute} perchè le tuelodi ricadono sopra di me, e ben vedi che io vi fo grandeguadagno. Aspetto la continuazione delle tue postille, mapiù l’articolo, comunque e qualunque siasi, di cui sì cal-damente ti ho pregato nella mia di sabato scorso, e oggipur ti riprego senza fine. Al nostro intento è d’assai queltanto che, me presente, avevi già fatto sulle Lezioni del Ce-sari. E ove ti fosse grave, il che non credo, di terminarloper amor mio, mandami il fatto} chè io ho aperta la viaper innestarlo nel mio discorso preliminare, e recarlo in-tero come tutta tua cosa: e mi fo sicuro che, parte il tuodiscorso e parte il mio sopra lo stesso punto, ne usciràuno scritto da fermar l’opinione del pubblico. Esaudisciadunque, mio caro Giulio, la supplica che ti porgiamo,non io solo, ma tutti gli amici, Trivulzio , Mai, Rosmini,Giordani, Breislak, etc ., i quali del continuo mi sono ad-dosso per questo. Abbiamo giurato di adempiere l’onoratanostra vendetta, e sarà piena per ogni verso se vi concorreanche l’aiuto della tua indignazione.
Alla Costanza e agli amici le consuete salutazioni. E tu,per tutti gli Dei, non lasciar deluse le speranze del tuoaffezionatissimo padre ed amico, etc.
PS. Fra le tue note trovo comandare per concedere epanni felicissima la tua correzione} ma per quanto ne abbiacerco, non ho saputo trovare nel Vocabolario l’esempio sucui ella cade, nè so dove disotterrarlo.