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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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ma uscirei de’ termini della discrezione se il pregassi dicomunicarmela, promettendo di lasciargliene tutto il meri-to? Tu ed esso farete il meglio che vi parrà.

Saluta gli amici, c sta sano , etc.

PS. Cavami d’una pena. Cotesto Gabinetto letterario,portandomi i saluti di Monticelli, mi fa l’offerta di asso-ciarsi a cinquanta copie della mia Opera, col ribasso (tuttocompreso) di un trentasei per cento all’incirca. La letteraè senza personale sottoscrizione} ma ciò poco monta. Montamoltissimo la condizione, alla quale mi parrebbe esserepoco savio, se mi acconciassi. Pregherai dunque, in mionome, il buon Monticelli di fare con quei letterati le one-ste mie scuse, se non accetto il partito : tanto più che sonosullo stringere con lo Stella la vendita, a pronti contanti,di tutta l’Opera, su la quale, a quest’ora, ho già al sicuropiù di mille associati, e tutto giorno crescono le dimandea tale che temo di non averne per tutti.

Se ti viene il capriccio di scrivere alla Costanza, mi ren-do certo che farai sommo piacere ad essa e al marito, ilcui Trattato su la lingua de’ Trecentisti, che in breve tro-verai stampato nel primo volume, è un vero capo lavoroe per lingua e per critica e per filosofia. Ti prometto chefarà gran fracasso, e che la Crusca, abbassando la testa,caudamque remulcens, non saprà che rispondere. Egli fondale sue dottrine su i tre gran lumi della favella, Dante, Pe-trarca e Boccaccio , e le conforta di erudizione e di fattie di raziocinio così sicuro, che farà maraviglia.

Giugne Breislak. Egli ti ha scritto, c a torto ti sei la-mentato della sua negligenza nell’adenipiere la tua com-missione.