LETTEIIE
3
■7
ALLO STESSO
Poche righe, mio caro Lamprcdi, perchè poche la miapovera vista me ne consente, e vorrei poterne molte perdegnamente lodare la tua bella Ode in morte della contessad’Orloff(*). Se cotesta donna era veramente ornata dellerare virtù cantate ne’ tuoi magnifici versi, hai ragione didire, che al tuo pianto e a quello di tutte le belle anime,che la conobbero viva, non è misura j e che ella realmentele possedesse, si può facilmente arguire dall’abbondanzadel cuore che traspira nelle tue rime tutte nobili e classi-che. Ti rendo grazie dell’avermene fatto parte, e datonello stesso tempo un dolce segno dell’amor tuo. Ti fo isaluti della mia buona Teresa, ma non quelli della miacara Costanza, perchè essa è da cinque mesi in Romagna ,occupata de’ suoi affari da me mal condotti per troppafede a chi perfidamente amministrava le cose mie. In millecircostanze della mia vita ho dato a conoscere essere ve-ramente il priore della confraternita di san Simpliciano, main nessuna mai tanto, quanto nel guidare i miei interessi.Privo adunque siccome sono della presenza di un oggettosì caro, e vecchio, e cieco, e sordo, puoi figurarti la tri-sta vita ch’io meno. Compiangimi, ed ama, ctc.
{*) Alla memoria della contessa Anna Orloff, Ode di U. Lamprcdi. fa-rigi, Didot, 1824•