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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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ai quali io ho fatto risposta con altri quattro versetti chedicono:

Questi è il rosso di pel, Foscolo detto,

Sì falso, che falsò fino sè stessoQuando in Ugo cangiò sei' Nicoletto :

Guarda la borsa , se ti viene appresso.

Per intelligenza del terzo verso, egli è a sapersi che il suonome di battesimo è Niccolò} e per intelligenza del quarto,vuoisi notare che il Foscolo in Londra si è fatto celeber-rimo pei suoi stocchi e debiti di ogni fatta. Ma dove sonoio trascorso oltre la forza della mia salute, nulla anche di-cendo dell’oggetto principale per cui vi scrivo? ch’era edè quello di significare al signor Chersa, che io mi chiamograndemente onorato dell’amicizia ch’egli mi concede, eche gli rendo grazie infinite dell’ aver fatto sì bello, conl’aurea sua traduzione latina, il mio idillio, Le Nozze diCadnio. Pregovi quanto più posso di accertarlo che il donodella sua amicizia mi è preziosissimo, c che l’apoplessia miha bensì tolta la metà del corpo, ma non il core. Con que-sto lo abbraccio} e ti abbraccio teneramente, mio dilettoLampredi, e caramente salutandoti per parte di mia mo-glie, sono senza riserva, etc .

ALL’AB. GIOVANNI ROMANI *

A CASALMAGGIORE

Milano, 8 aprile 181S.

Pregiatissimo signor abate. — Tolga Dio ch’io stimi do-versi dar tutta al fuoco la Crusca, e molto meno ch’io miardisca di porre alle stampe così superba sentenza} cheove pure m’andasse per l’animo, mi recherebbe addosso,pubblicandola, troppo odio e dispetto. Non sarà poco ilguadagno, se otterrò (e parmi averlo interamente ottenuto)