LETTERE
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Egregio signor abate.— L’eccellente suo Saggio intornoi sinonimi italiani è passato dalle mie mani a quelle delcavaliere Rossi, al quale liberamente dissi che per mioparere dovevasi riputar lavoro sì ben ragionato da farfronte ai sinonimi del francese abate Girard.
Questo sarà il giudizio ch’io ne porterò all’Istituto. S’ellaperò, egregio signor abate, amerà che ne parliamo ancoraa quattr’occhi, le aprirò candidamente l’animo mio sopraalcuni pochissimi luoghi (appena credo tre 0 quattro), ne’quali sarei d’ avviso che vi fosse aliquid quod tollere v cileni.
Le rendo grazie della cortese offerta delle sue faticheper la continuazione della mia Proposta 3 e volentieri nelprocesso dell’opera profitterò, occorrendo, della sua corte-sia, a patto di non tacere il nome dell’ autore. Nel quartovolume però, che in tutta fretta si va stampando, non sifa luogo a nessuna delle sue correzioni, perchè tutto il vo-lume verrà occupato dall’Apologià, che il mio Perticari miha mandato DelPamor patrio di Dante colla Difesa del trat-tato della volgar eloquenza , in cui si dichiarano le origini ela storia della lingua comune italiana: scritto mirabile chechiuderà per sempre la bocca alle arroganze municipali de’Fiorentini , e coprirà di vergogna gli stolti che la voglionoLingua toscana .
Mi voglia bene, e mi creda, etc. .