LETTERE
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amici. E già al lodato signor don Carlo Altieri io avevascritto che la stampa di quelle annotazioni nel presentefermento de’ letterati, d’ogni parte rivolti all’emendazionedel Vocabolario , sarebbe tornata in gran bene5 perciocchésono molte e valorose le penne che per tutta Italia , e mas-simamente nella parte settentrionale, sono già in moto perquesto effetto: nò altro si vuole che stabilire finalmente labellissima nostra lingua su gli eterni principii della ragio-ne e della critica, a cui finora i benemeriti Accademicidella Crusca per troppo amore di patria hanno avuto pocoriguardo.
Proseguite adunque, egregio signor abate, la vostra im-presa 5 e piacciavi, per un fine, che a suo tempo vi sarà pa-lese, mandarmi il nome dei letterati vostri concittadini.
Sono co’ sentimenti della più perfetta stima, etc.
AL CONTE VIGILIO BARBACOVI
k TRENTO
Meriterei davvero di essere detto uno sciagurato, se, pro-fessando le lettere , non sapessi che il conte Vigilio Bar-bacovi è uno de’ più illustri intelletti de’ nostri giorni, el’oracolo di quella vera e grande giurisprudenza che, trattadai santissimi fonti della ragione, assicura, o per lo menodovrebbe assicurare all’uomo contra la forza il più sacrode’suoi interessi, la civile sua libertà. Le vostre opere, si-gnor conte, dovrebbero, per mio avviso, formare gran partedel breviario de’ principi e di coloro che governano a lorosenno il cuore de’ principi. Io non sono buon giudicedella scienza che voi, illustre signore, sì altamente inse-gnate nelle classiche vostre opei’e^ ma sento che elle sonodettate dall’amore degli uomini, e ciò mi tira mirabil-mente a venerarvi e ad amarvi. Ed ora che vi è piaciuto