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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

zi, di cui apprezzo altamente i consigli, mi stimola nuova-mente, anzi vuole a ogni patto che io vi provochi conquesta lettera, e dica a voi in iscritto quello che a vivavoce ho detto e gridato a lui stesso le mille volte; cioè,che l’Istituto italiano , ben lungi dal voler guerra con gliAccademici , nuli’altro anzi desidera che la pace. E tantola desidera, che qualora avvenisse che l’Accademia, piglian-do sentimenti più generosi, si mostrasse disposta a nonvilipendere con un secondo rifiuto la già proposta alleanza,

10 non dubito punto che volentieri non fosse pronto a rin-novarne l’onorata proposizione. ,

So che qualche Accademico va gridando che noi miriamoa disonorare la bella lingua toscana . Questo grido non ègentile, anzi è insensato: e insensati saremmo pure noitutti, se ci andasse per l’animo così stolto divisamente. Maaltro è il prendere a sostenere che non tutto il parlare cheè proprio della Toscana, è proprio dell’Italia , ed altro ilvituperarlo; altro il dire che l’Italia ha bisogno d’una lin-gua, o sia d’un Vocabolario a tutti comune, ed altro ilpretendere che il Vocabolario della Crusca sia tale; altrofinalmente il gettare nel fango questa grand’opera, ed altro

11 mostrarne colla fiaccola della critica i molti e veri difet-ti, e il far sentire la suprema necessità di rifonderlo nelcrogiuolo della filosofia, e il far cauti i lettori sulla pretesainfallibilità dei suoi oracoli, e, inspirandone e raccoman-dandone la religione , dissiparne e deriderne la superstizio-ne. Non mi allargo più innanzi su questo punto, perchèparrebbemi di far onta al vostro savio discernimento, e soquanto l’altezza del vostro animo sia lontana dalla viltà diquella calunniosa proposizione. Solo vo’ dirvi (e ciò sia de-posto nel segreto del vostro petto) che, se v’ha tuttaviatra l’Accademia e l’Istituto una strada di ricondurre le cosea concordia, di tutta voglia io mi profferisco pronto a farneparola, sì che i miei colleghi novellamente si accostino agliAccademici . Noi non vogliamo esser primi; ma la ragionee l’onore neppur consentono che seguitiamo ad essere