LETTERE
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schiavi. Salvo il diritto di aver noi pure una qualche vocein capitolo a difesa dei diritti nazionali contra i munici-pali, nel resto prenderemo a vostro senno la legge.
Ecco fatto contento il desiderio del nostro amico. Ri-spondetemi francamente: e s’egli è vero che avete messamano alla penna per confutarmi, abbiatevi fin d’adesso, perl’onor che mi fate, i miei sinceri ringraziamenti: e pro-mettevi che, nel caso di dover venire con voi alle mani,farò palese la stima in che tengo e terrò mai sempre ilnobile mio nemico.
Salutate Collini, se pure non sono caduto nella sua dis-grazia^ fate prudente uso dei sentimenti che affido alla di-screzione del vostro senno, e credetemi veramente tuttovostro, etc.
Ho ammirato ed ammiro ed esalto a tutta voce la rarae casta bellezza de’ vostri versi, e vi sono gratissimo dellelodi di cui mi siete stato si generoso. Ma poiché voi me-desimo concedete che la diversità delle opinioni non nuocepunto alla stima, spero ancora mi concederete l’andar lon-tano dal sistema poetico che nel vostro Sermone si racco-manda. Sono con voi nel predicare che il bello imitabiledella natura è infinito} ma sto contra di voi nel credereche la grand’arte di trattar questo bello e colorirlo e ani-marlo si possa apprender meglio dai moderni, che dagliantichi. Io non ho derivato dalle argive ciance i concettidella Bassvilliana} ma da quelle ciance appunto, e dall’arte,con cui quegli antichi me le dipinsero, I10 imparato iopure a dipingere quel poco di buono che ho dipinto: e sepotessi tenermi per buon pittore, direi che, ad esempio de’