3z8
LETTERE
buoni artisti, che studiano le sculture dei Greci per fare ameraviglia dei Cristi, delle Maddalene, dei Papi, io purelio fatto il mio studio nelle vecchie fole di Virgilio e d’O-mero, onde ben intessere su quelle norme il mio Bassville .E quel Dante da voi stesso tanto ammirato, a chi diresseegli quella protesta: Tu se’ lo mio maestro e’I mio autore?forse a qualche Byron de’ suoi tempi? Altro in. somma èla materia poetica, ed altro è l’arte, con cui fa d’uopo trat-tarla. Quella non ha confini, e ciascuno dee m tirarla dalproprio fondo; ma questa è già stabilita e frenata dalla na-tura, dalle sue regole, le quali dedotte non son altro chedalla natura stessa posta in sistema. Nè mai vi fu arte senzaregole, nè pare che gli uomini d’ogni cielo sieno dispostifinora a riconoscere migliori maestri di poesia che Omero ,Virgilio, Dante e quel Tasso e quell’Ariosto che grandisi fecero ed immortali sulle traccie che or si condannano,e si vorrebbero abbandonare. Finisco con una sola sempli-cissima interrogazione: Da chi avete voi imparata l’arte difar versi così corretti, così belli? Fatene di più spessi, ecrescete la gloria degl’italiani; e il più caldo lodatore dellavostra musa sarà sempre il vostro, etc.
Pregiatissimo signore. — Se prima di dar alle stampequelle mie ciance sopra il Pape Satan, ec., avessi avutanotizia della interpretazione del signor Venturi (*), le avreidata su tutte la preferenza. Io non mossi quella mia opi-