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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

buoni artisti, che studiano le sculture dei Greci per fare ameraviglia dei Cristi, delle Maddalene, dei Papi, io purelio fatto il mio studio nelle vecchie fole di Virgilio e d’O-mero, onde ben intessere su quelle norme il mio Bassville .E quel Dante da voi stesso tanto ammirato, a chi diresseegli quella protesta: Tu se’ lo mio maestro e’I mio autore?forse a qualche Byron de’ suoi tempi? Altro in. somma èla materia poetica, ed altro è l’arte, con cui fa d’uopo trat-tarla. Quella non ha confini, e ciascuno dee m tirarla dalproprio fondo; ma questa è già stabilita e frenata dalla na-tura, dalle sue regole, le quali dedotte non son altro chedalla natura stessa posta in sistema. Nè mai vi fu arte senzaregole, nè pare che gli uomini d’ogni cielo sieno dispostifinora a riconoscere migliori maestri di poesia che Omero ,Virgilio, Dante e quel Tasso e quell’Ariosto che grandisi fecero ed immortali sulle traccie che or si condannano,e si vorrebbero abbandonare. Finisco con una sola sempli-cissima interrogazione: Da chi avete voi imparata l’arte difar versi così corretti, così belli? Fatene di più spessi, ecrescete la gloria degl’italiani; e il più caldo lodatore dellavostra musa sarà sempre il vostro, etc.

A GIO. BATT. GIRAMONTE *

A VERONA

Milano , 25 agosto 1818.

Pregiatissimo signore. — Se prima di dar alle stampequelle mie ciance sopra il Pape Satan, ec., avessi avutanotizia della interpretazione del signor Venturi (*), le avreidata su tutte la preferenza. Io non mossi quella mia opi-

(’) E una lettera dell’abate Giuseppe Venturi di Verona intorno alsignificato di quel verso di Dante : Pape Satan, etc. stampata già nel Gior-nale veronese del 1810. ( L’Editore .)