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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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mone che per semplice conghiettura, ed unicamente perporre in chiaro l’onore degli Infarinali, che pretendonovenderci Aleppe per una interiezione di dolore. Ora gododi veder anche per la chiosa del Venturi, a cui m’acqueto,sparita quella dolorosa interiezione che per niun verso cientra, e fatto più manifesto lo sbaglio di quella benedettaTramoggia, che ha lasciato passar nel Frullone tanta farina,o per meglio dii’e tanta semola, senza un grano di filoso-fia} di modo che il Vocabolario , ingrossato poi col mon-dezzaio del buon padre Cesari, è divenuto peggio che lastalla d’Augia. Queste verità non entrano nè possono en-trare nella piccolissima anima de’pedanti (se pure i pe-danti hanno anima di sorta alcuna)} ma per dio! finché lalingua italiana non si consegna al governo della filosofia,noi non avremo mai un Vocabolario guidato dalla ragione:c anche da questo lato saremo nazione meritamente derisa.

Vi rendo grazie di aver dissipate le tenebre in che m’a-vea tratto la bestiale chiosa del bugiardo nostro Frullone,c dell’annunzio datomi delle goffaggini dell’innocente preteVillardi, che ho lette con compassione ("). Egli è ancora nel

(*) Allude al Discorso accademico di Francesco Villardi veronese soprale accuse date al P. Antonio Cesari dal cav. Vincenzo Monti, Verona 1818, nel quale lo scrittore assumeva di mostrare che il Monti e il Ce-sari erano fra loro discordi di parole più che di fatti, e dava di pas-saggio qualche sbarbazzata al primo. Ed anche aveva il Villardi dedi-cata agli Accademici della Crusca una Cantica sul giorno natalizio diDante , mostrandosi devoto alle dottrine da loro professate; ma, stancodel sentirsi dare

Deir innocente e del bamhin da latte

siccome scrive egli stesso in una sua Epistola in versi, cambiò pareree rivocò suo detto

A suon di tromba, e parve allor ben chiaroCiò che del resto volle dir lo muto.

Quindi le lettere tutte amichevoli a lui scritte dal Monti, che si trove-ranno qui più avanti. La sua palinodia è contenuta nella Memoria delprof. Francesco Villardi al cav. Vincenzo Monti sopra la lingua degliAlti dell’ Accademia della Crusca e sopra il giudizio di lei a favore delsignor d'Elei. S'aggiungono l'Esilio di Dante , visione dello stesso etc.,Milano 1820. {I.’ Editore.)