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LETTERE
Limbo, e ve lo lascio. Anche la Biblioteca .ha co-
minciato a pubblicare gli abbaiamenti fiorentini, ai qualifio retta quanto la luna che in mezzo ai latrati fa il suoviaggio più luminosa e tranquilla. State sano, e poste aparte le ceremonie, abbiatemi per vostro servitore ed ami-co, etc.
Prezioso e caro sopra ogni credere mi è il dono del vo-stro Dante , e ve ne rendo le grazie che maggiori il cuoresa concepire. Spedirò subito al mio Perticari in Roma l’e-semplare a lui destinato, e mi rendo sicuro di farlo assailieto di questa vostra singoiar cortesia.
Ho letto tutto d’un fiato il vostro comento. Ciò vi dicail sommo piacere recatomi da questa seducente lettura. Nes-suno, a mio parere, è mai andato sì addentro allo spiritodi questo gran padre della poesia italiana} nè io tacerò asuo luogo questo libero mio giudizio, tutto che le nostreopinioni discordino qualche volta. E mi sarebbe già nataoccasione di parlarne, se il vostro libro mi fosse venutoalle mani men tardi, e avanti che il terzo volume dellamia Proposta, etc. fosse arrivato al suo fine. Ma nel quartosicuramente farò manifesto il mio sentimento, poiché delcontinuo mi è d’uopo nelle mie osservazioni sopra il Voca-bolario venir in campo con Dante , e farlo capitano dellemie opinioni. Ma voi, mio caro, mi carminate troppospietatamente quel povero frate Lombardi . Abbiatene unpoco di compassione, e ne sarete, credetelo, più lodato estimato.
Dalla vostra inviatami dal signor Margaritis comprendoche il vostro regalo venivami accompagnato da altra let-