LETTEHE
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tera, che mai non mi è pervenuta. Questo smarrimentom’induce in cuore il sospetto che nè anco a voi sia maigiunta quella che da circa quindici mesi v’inviai da Bologna :nella qual lettera io vi ringraziava dell’onore che promet-tevate di fare alla mia interpretazione intorno quel verso:Clic alcuna gloria, et-c. Se anche questa fosse andata in sini-stro, abbiatevi qui ripetuti i miei sinceri ringraziamenti.E se per l’innanzi mi vorrete esser cortese di qualche vo-stro comando, mettete da parte, vi prego, le cerimonie, £come amico ornai meco ragiona; chè tale si è e vuol essereconsiderato il vostro, etc.
AL CONTE ANTONIO CASSOLI*
Milano. 9 gennaio 1819.
Pregiatissimo mio signore- — Troppo liberale è il giudizioda lei portato sulla mia versione d’Omero . Ma di grazia:non appartiene ella per sangue, siccome annunzia il cogno-me, al fu conte Cassoli onore delle muse reggiane? Se lamia congettura batte sul vero, non mi fa più meravigliaquesta tanta sua cortesia, essendo ereditaria nella famigliadi quel nobile ingegno la gentilezza. Qualunque uomo ellasiasi, del certo la cortese sua lettera mi fa fede sicura dellasua bontà, ed insieme della molta sua coltura ne’ buonistudi. E quantunque, rispetto a me, ella mostri piuttostogentilezza di animo che rigor di giudizio:, nulladimeno ilsuo errore mi è caro, e perciò stesso si fa maggiore la miaobbligazione.
Acciocché intanto ella non abbia ad arrossirsi di esserestata meco sì generosa, legga le Osservazioni di EnnioQuirino Visconti sulla detta mia traduzione , unitamente allelettere con cui egli ne giudica, le quali in breve si stam-peranno fra le Opere tutte di quel famoso.
Aggradisca le sincere espressioni della mia riconosocnza,e mi ponga nel numero de’ suoi servitori cd amici , etc.