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LETTERE
ALLO STESSO
4 luglio i8a3.
Lontano dai pericolosi rumori della città, sono staloquaranta giorni a vegetare in Brianza, e tornato ieri l’al-tro in Milano ritrovo qui la carissima vostra del i4 giu-gno, alla quale se brevemente rispondo, mi scusi l’inter-detto dello Scarpa , che, sotto la minaccia di restar ciecodel tutto , mi condanna a poco leggere e meno scrivere.
L’invito a poetar qualche cosa per la sacra Festa chemi accennate, mi onora, e ve ne ringrazio $ ma senza an-dar per le lunghe, m’ è forza il dirvi che al buon volerenon risponde il potere} perchè mai non mi sono trovato sìstretto da altre cure come al presente. E il sa Dio conche pienezza di voglia, se fossi libero di me stesso, avreicólta questa occasione di far cosa grata e a voi e alle cor-tesi persone che, come mi significate, si degnano di desi-derare in tal circostanza qualche strillo della mia poveramusa. Per la qual cosa siate voi presso di esse l’inter-prete del mio rammarico, e fatene le mie scuse, tanto piùgiuste quanto che all’ultimo il danno è tutto mio.
Continuatemi la preziosa vostra amicizia, e immutabil-mente credetemi, etc.
PS. Amerei di sapere se oltre i Codici del Convito diDante notati nell’ edizione del Biscioni, alcun altro n# siastato posteriormente scoperto, siccome mi vien fatto cre-dere, e in che mani si trovi.