ALLO STESSO
Mi trovo nell’ assoluta impossibilità di rispondere dipropria mano alla gentilissima vostra , perchè già da ottogiorni si è dovuto riaprire la ferita dell’occhio, e lo scri-vere ed il leggere mi sono rigorosamente vietati. E miduole che dovrò aver pazienza ancor lungo tempo primadi ricuperare il libero uso della vista.
Vi ringrazio della cura che vi siete presa per soddisfarealla domanda eh’ io vi ho fatta. Sappiate però che i co-dici Laurenziani, di cui mi parlate, erano già tutti a mianotizia, e potete ben figurarvi che il Marchese Trivulzionon me ne volea far mistero. Anzi vi dirò che le copieed i riscontri, eh’ egli si è procurati, sono tutti in miamano, concedutimi dalla sua gentilezza ^ e non solo quellifatti in, Firenze , ma quelli ancora di altri due Godicieseguiti in Venezia . Io bramava però di sapere se, olirequesti, ve n’ avesse costì degli altri che per avventura fos-sero ancora tra noi sconosciuti, come il Barberino ultima-mente scoperto dal Betti.
Il rimprovero, che voi mi fate sulle attuali mie occupa-zioni, non è il primo che sento } e continuamente me negiungono di simil fatta da tutte le parti. Pur, che volete!il regno della pedanteria de’Cruscanti era così confermato,e tanta la costoro arroganza, che, ad abbatter l’uno e con-fondere l’altra, non ci voleva meno che mettere all’apertole immense scempiaggini di coloro che venivano chiamatigrandi uomini. Oi’a l’intento è ottenuto , e si grida chegli errori scoperti nei testi da me esaminati sou tali cheognuno li tocca con mano. Nulladiineno in addietro sisarebbe giurato non esser possibile clic i testi pubblicalida sì grandi bacalar! fossero tanto stravolti. Av viene pressoa poco quello clic avvenne allorché Colombo mostrò comeMonti. Epistolario. 22