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LETTERE
un uovo potea star in piedi, che, dopo il fatto, lutti stima-rono facile quel suo spediente, a cui niuno però dapprimaaveva pensato. Spero tra pochi giorni di uscirmene daquesto stabbio} ma per trovare -il mio avversario, e ferirlodirittamente nel cuore, mi è stato forza di ricercarlo dentroal suo brago.
In mezzo allo spasimo dei caustici applicati alla piagadel mio povero occhio destro ho dettato queste pocheparole, riserbandomi a scrivere di proprio pugno la pro-testa della mia stima e amicizia. Aggraditela, ed amate ilvostro, etc.
A DOMENICO ED ANGELO BONUCELL1
Milano, 8 marzo 1819.
Tra le molte cose, che mai non seppi imparare, è il lin-guaggio de’ complimenti} e questa volta mi farebbe moltobisogno, onde potere con qualche garbo rispondere allagentilissima lettera vostra, la quale mi colma di tante lodi,ch’io non so a che parte voltarmi per nascondere, nellacoscienza di non meritarle, il rossore d’udirle. E nulla dimeno la creanza mi comanda di ringraziarvi} e l’amor pro-prio sforzami a desiderare che non vi si tolga mai dallamente l’errore, in cui siete, di credermi degno a così altopunto della vostra stima. Voglio bensì mi crediate non in-degno della vostra benevolenza} perchè nel cuore ho uuafibra sempre pronta ad amar chi mi ama.
Con assai piacere ho lette le poesie vostre, e italiane elatine, e rallegromi con cotesto Liceo , che può meritamenteandar superbo di due educatori della gioventù così eccel-lenti negli studi delle due lingue tutte nostre, e della partepiù gentile della letteratura, quale è appunto la poesia. Mach’io mi ardisca di metter mano nei vostri versi, con pe-ricolo di guastarli, questo non è mio stile} nè io mi stimoda tanto di poter fare agli altri il dottore, avendo io stesso