LETTERE
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bisogno (li correttore} c molto meno di farlo ai bravi alunnidi Solari e Gagliuffi. Voi siete in somma ambidue troppoconoscitori dell’arte vostra, e provvisti di buon giudizioper veder da voi stessi, se ne’vostri versi est aliquid quodtollere vclles. Proseguite a farne di belli, ed amate, etc.
Finalmente i vostri bei quadri sono arrivati, ed intatti,e veramente degni della lode che in questa nostra Gazzettan’era già precorsa riportando l’articolo del Giornale Arca-dico, nel quale la penna del mio Giulio è stata da tuttiriconosciuta.
Io vado cercando parole per ringraziarvi di tanto dono,ma non ne trovo che eguaglino e la mia riconoscenza, e in-sieme la consolazione del vedervi salito sì alto nell’arte vo-stra. Già non vi dico di avervi più caro per questa dimo-strazione del vostro affetto (chè carissimo sempre mi sietestato, e l’amor mio verso di voi non può ricevere accre-scimento )} bensì dico che vo superbo di aver sì bravo ni-pote} la qual gloria, unita all’altra che si riflette sopra dime dagli aurei scritti di Giulio, mi fa sì contento, che ionon saprei bramare di più.
Abbracciate per me la Costanza e Giulio, e dite a que-sto che attendo con impazienza la seconda parte del suobellissimo scritto. Addio.
PS. Dite a Costanza che ho ricevuto dal Missirini la Can-zone in lode di lei, e che il sonetto del Villardi sul poe-metto della Rosa è stampato nel Raccoglitore.