Buch 
6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
Seite
346
JPEG-Download
 

LETTEMI*!

i4(>

le forze della natura, egli abbia potuto sopravvivere tregiorni a 1 suoi figli morti tra il quinto dì e il sesto. E di vero,per consenso di tutti i fisici è dimostrato che senza alimentonon regge sì lungo tempo la vita, nè senza il concorso diqualche causa morale straordinaria, come appunto il do-lore, il quale secondo che Galeno , e tutta la sua scuola, c’in-segna, concentrando gli umori, ritarda l’effetto dell’inediache li disecca. Avendo dunque detto Ugolino che, branco-lando già cieco sui cadaveri de’ suoi figli, seguitò a chiamarlitre giorni dopo la loro morte, rende ragione dell’aver po-tuto durare la vita tre giorni più che i suoi figli", e la ra-gione si è che il dolore fu più potente a tenerlo vivo, chela fame ad ucciderlo: e con questo tratto egli dà al suodolore una forza quasi sopra natura, c raddoppia mirabil-mente, in chi l’ode, la compassione, laddove la contrarialezione del digiuno più potente che il dolore, l’estingue.

Se la variante Bartoliniana e la mia chiosa non vi gar-bano, io non mi ostinerò a difenderla, solo che concediateesservi maggior decoro ed affetto che nella comune. E quiponete attenzione a quelle pietose parole di Ugolino,

E tre dì li chiamai poiché fur morti.

Si può avere il cuore di credere che quel povero padre do-lorosamente chiamando i morti suoi figli se li mangiasse?Come accordare tanta tenerezza con tanta brutalità?

Eccovi currenti calamo la mia risposta alla dimanda fat-tami. E sappiatemene grado, perchè sono mesi ed anni che,per riguardo alla mia debole vista, non ho scritto letteracosì lunga, etc.