LETTERE
A GIOVANNI CASELLI
Milano, 19 ottobre 1819.
Ho protestato da molto tempo ai letterati italiani, ch’ionon fo professione di greco. Non posso adunque da questolato portar giudizio della vostra versione d’Anacrconte.Godo bensì di dirvi che, quanto al verso italiano , a mepare lavoro assai bello: e non dico di più, perchè nonsembri che le mie lodi piglino faccia di complimento $ 0pur ch’io voglia sdebitarmi con esse della gratitudine chevi debbo per dono così prezioso e gentile. Desidero occa-sioni di potervi mostrar coll’effetto la sincerità della stima,con cui vo lieto di protestarmi vostro obbedientissimo ser-vitore ed amico.
Mi veggo così onorato dai vostri versi, ch’io non so daqual parte incominciar l’espressione della mia gratitudine}e ti’ovo inoltre sì belle e magnifiche le sentenze che met-tete in mia bocca a lode di Dante , che veramente vorreifossero frutto della mia penna, e non dono della vostracortese benevolenza. Ma tutto quel tratto e quell’altro incui fate l’epilogo della Bassvilliana, egregio signor abate,sono per avventura le parti meno lodevoli della vostra Can-tica, non perchè sia in essi raen bella la vostra vena, maperchè i miei malevoli vi daranno colpa di essere statomeco generoso fuor di misura. Del resto in tutto il corsode’ vostri versi voi date gran prova di bello scrivere, c, ciòche più vi torna ad onore, di animo risoluto nell’affron-