LETTERE
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messo di forze, ma non di spirito, perchè realmente nonho più il cuore con mecoj e Brescia , che l’anno scorso miera sembrata sì bello e caro soggiorno, al presente sem-brami una prigione. E n’avrei già presa la fuga, se lacreanza mel permettesse, e se il Delegato che jeri ed oggivolevami a pranzo seco, non mi avesse colle più cortesimaniere obbligato ad accettare per dimani almeno l’invi-to. Il buon Ugoni e gli amici mi fanno dolcissima vio-lenza, perchè io mi resti qui per lo manco tutta la setti-mana. Ma io son fermo di partirmene mercoledì notte collaDiligenza . Ecco lo stato del vostro povero amico, poveroveramente, perchè lontano da voi e dal re degli amici ilinio Persico , lontano in somma dal luogo ove ho lasciatoil mio cuore.
Sospendo lo scrivere per contentare il mio ospite, che,sentendomi già levato, m’invita al caffè e alla lettura diqualche articolo dell’opera a cui ha messo le mani, cheè la continuazione dei Secoli della letteratura italiana delCorniani.
Allo dicci della mattina.
PS. L’ottimo Gambara mi ha consolato d’una sua visitache mi è stata gratissima, perchè si è parlato molto di voie del mio Persico. Egli è cuore eccellente, e non può es-sere diverso chi è vostro amico. Questa considerazione fach’io pure stimi me stesso, pensando alla tanta benevolenzadi cui mi fate beato.
Sono le undici, e ricevo la dolcissima vostra lettera checome un bel raggio di sole mi ha ricreato e rifatto a guisadi fiore battuto dalla tempesta. Oh mia cara Clarina !Quanto è bella l’anima vostra! Quanta soavità avete sparsanella mia, promettendomi un’eterna amicizia, e il depositodelle vostre pene. Questo deposito mi sarà sacro. Ma lepene non erano, nè sono fatte per voi, che per tante ra-gioni meritate di esser tutta felice.
Salutate carissimamente l’amabile Paolina, e il piccolo