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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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l’intera perdita dell’appetito e del sonno, nè del totaleabbandono delle mie forze col soprappiù di una cupa ma-linconia, alla quale non trovo altro conforto, che l’immer-germi tutto nella dolce ricordanza delle care persone cheho lasciate in Verona . Questo è lo stato in che vi scrivo,adagiato sul letto fra le ampolle dell’ apoticario. E volen-tieri mi sarei rimasto dal tessere la schifosa istoria de’ mieiincomodi, se non mi avesse a ciò streLto la necessità discusarmi al nostro Persico del perchè non gli scrivo.

Mi gira la testa, e finisco col saluto del cuore all’ama-bile Paolina e al mio Giacomino. Ricordatemi agli amici,e non vi stancate di amare il vostro, etc.

ALLA STESSA

Milano , 21 giugno <820.

Ponete giù ogni timore intorno la mia salute} chè fi-nalmente io l’ho ricuperata del tutto. Ma mi è venuto ad-dosso tanto diluvio di lettere, che non so quando usciròsalvo colle risposte. Non mi vogliate adunque mettere acolpa la brevità della presente, la quale non ha altro og-getto, che quello di ringraziarvi delle tenere prove che, an-che lontana, mi date della cara vostra amicizia.

Ho già scritto due volte a Persico, e al buon Riva horisposto. Salutate l’uno e l’altro di cuore, e rinnovate alprimo le mie premure pel mio raccomandato.

Che le buone teste in Verona sieno incantate dell’operadi Perticari, lo credo. Per tutta Italia non si ode che unastessa voce, uno stesso consentimento. V’ha nondimeno chiafferma, trovarsi tuttavia sull’Adige degli ostinali nell’an-tica opinione. Non so persuadermi} chè troppa è la stimaeh’ io fo del buon senno de’letterali veronesi, e al più sìfatta ostinazione non so figurarmela che nel torto cervellodegli N. N.

Scusatemi col Villardi, se ancora non ho saputo trovar