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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

arde del desiderio di conoscere e di onorare tutte voi treanime candidissime e santissime e degne che tutti v’amino.

A SALVATOR BETTI

A ROMA

Pesaro , 29 dicembre 1821.

Due cagioni mi muovono a scrivervi: l’una per ringra-ziarvi del grazioso vostro giudizio su la Proposta, stampatoin cotesto Giornale Arcadico, e più dell’ avere così brava-mente ribattuto i colpi dell’arrogante Toscano che vi hadimandato ragione della frase gentilmente scritto. L’altra perpregarvi di ajuto a schiarire alcuni spropositi che il Lam-predi ha lasciato trascorrere nell’edizione da esso procu-rata dei Poeti del primo secolo , voi. i, Firenze 1816.

Ivi a pag. 49 leggesi la Canzone di Pier dalle Vigne checomincia Amando , etc. Tutte le strofe sono di dodici versi,fuorché la quarta che non ne mette che undici; e il versoche manca è il sesto, il quale dovrebbe far rima con vo-glia che è il terzo. La quale mancanza, chi ben guarda,salta subito all’occhio, non tanto per l’ordine delle rimestrettamente osservato in tutte le altre, quanto per la so-spensione del sentimento. Esaminatela, e conoscerete chenon m’inganno.

A porre in chiaro questa magagna io non so altra viache quella di consultare i Codici Vaticani : e questa è lapreghiera che arditamente vi porgo nella speranza che peramore del nostro Giulio, a cui preme egualmente questaricerca, non mi saprete far niego di questa grazia.

Nella stessa Canzone subito appresso si leggono tra duepunti fermi questi tre versi:

Dunque, vivendo io,

Veggio del danno mioServendo che alla morie fo guerra,