LETTERE
arde del desiderio di conoscere e di onorare tutte voi treanime candidissime e santissime e degne che tutti v’amino.
Due cagioni mi muovono a scrivervi: l’una per ringra-ziarvi del grazioso vostro giudizio su la Proposta, stampatoin cotesto Giornale Arcadico, e più dell’ avere così brava-mente ribattuto i colpi dell’arrogante Toscano che vi hadimandato ragione della frase gentilmente scritto. L’altra perpregarvi di ajuto a schiarire alcuni spropositi che il Lam-predi ha lasciato trascorrere nell’edizione da esso procu-rata dei Poeti del primo secolo , voi. i, Firenze 1816.
Ivi a pag. 49 leggesi la Canzone di Pier dalle Vigne checomincia Amando , etc. Tutte le strofe sono di dodici versi,fuorché la quarta che non ne mette che undici; e il versoche manca è il sesto, il quale dovrebbe far rima con vo-glia che è il terzo. La quale mancanza, chi ben guarda,salta subito all’occhio, non tanto per l’ordine delle rimestrettamente osservato in tutte le altre, quanto per la so-spensione del sentimento. Esaminatela, e conoscerete chenon m’inganno.
A porre in chiaro questa magagna io non so altra viache quella di consultare i Codici Vaticani : e questa è lapreghiera che arditamente vi porgo nella speranza che peramore del nostro Giulio, a cui preme egualmente questaricerca, non mi saprete far niego di questa grazia.
Nella stessa Canzone subito appresso si leggono tra duepunti fermi questi tre versi:
Dunque, vivendo io,
Veggio del danno mioServendo che alla morie fo guerra,