LETTERE
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E falla ciò ch’io dico,
Se non clic allo nemico,
Che m’ha tolta la donna, piacerla.
Per tutte le quali cose mi starebbe a cuore che vi desteper gentilezza la briga di copiarmi esattamente dai CodiciVaticani l’intera Canzone. Non ho molta fede nella corre-zione neppur di questi; poiché sappiamo che i testi a pen-na, qual più qual meno, sono tutti lavoro di gente dispe-rata d’ogni sapere e giudizio. Tuttavia potrebbe avvenireche qualche lume se ne cavasse.
Nè qui finisce la mia importunità. Nella bella canzoneconsolatoria di Guido Guinicelli a un suo amico per lamorte della sua donna, ho scoperto similmente il manca-mento d’un verso, ed è il quarto della seconda strofa. Iol’ho supplito ex ingenio , e a Giulio pare che io abbia coltonel segno. Ma perchè mi converrebbe dilungarmi troppo ,onde prima porvi davanti le mie ragioni, lo taccio. Benvi prego di trascrivermi per intero anche questa; poiché inessa pure mi occorrono agli occhi parecchie altre maga-gnucce che il Lampredi non ha veduto. E questi errori sonnulla a petto dei grossi granchi che pazientemente ho pe-scati nelle torbide acque di quella poetica sua palude. Deiquali gli farò tale ghirlanda, che ne disgraderà la già fattaal Furia ed al Rigoli.
Lascio il campo a Giulio, e pregandovi dei miei più carisaluti all’ottimo Odescalchi ed a Biondi, e di avermi nelnumero de’vostri amici, con pienezza d’affetto e di stimami protesto, etc.
PS. La canzone del Guinicelli comincia Avvegnaché, etc.Al sordo mio buon fratello Amati un bacio per me sullapunta del naso, e un altro su la fronte a Tambroni.