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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTENE

AD ANTONIO PAPADOPOLI

A VENEZIA

Milano , 20 marzo 1823.

Oh quanto piacere, quanta consolazione mi ha portato lavostra lettera! Egli è molto tempo ch’io meno misera vitasotto la sferza della sventura} e allora soltanto che m’ èdato il godere della presenza di qualche amata persona, oriceverne per iscritto qualche dimostrazione d’ amore, soloallora m’allegro alcun poco, e mi si ravviva lo spirito comeal tornare del sole un povero fior di campagna battutodalla tempesta. Tale é stato l’effetto, o mio caro, dellavostra lettera sul cuore del vostro povero Monti, poveroveramente per ogni lato e infelice. Infelice per la perditadel mio Giulio} infelice per la mala salute della miaCostanza, che il dolore 1’ un dì più che 1’ altro va consu-mando} infelice per me medesimo già sordo del tutto, giàvecchio e vicino a non potermi più giovar della vista}poiché i miei occhi, per abuso del leggere e dello scriverein tempo di notte, sono ricaduti nel primo stato d’infer-mità } e già il chirurgo mi va tutto giorno ricantando ilbisogno d’ un nuovo taglio : e s’egli mi trovasse a sciàveroquesta lettera, mi farebbe in capo un rumore infinito, enon senza ragione} poiché veramente a ogni tratto dipenna mi si abbuia la vista, e mi si riempie di lagrime lapupilla.

Ma come poteva io rimanermi, mio caro, dal ringra-ziarvi d’avermi consolato con una lettera così piena dibenevolenza? Così potessi trattenermi più a lungo con voi,e dirvi compiutamente quanto io v’ amo , e quanto erapreso di voi il mio Giulio, il figlio dell’amor mio! Ma lavista più non risponde alla penna, e fo fine.

Abbracciate il mio ben amato Maffei} ricordatemi servi-