LETTERE
Nuova ridotta a sana lozione è tutto fermo , e il sarà trapoco anche quello del Canzoniere : e quando il pubblicocontemplerà le migliaia d’ orrende piaghe, a cui si è datasalute, per certo dirà che la nostra pazienza ha superatoquella di Giobbe .
Vorrei proseguire la dolcezza di parlar teco, ma l’offi-cio della vista vien meno, e io pregoti di perdonare se quifo fine.
Mille saluti del cuore alla regina delle cortesie, la con-tessa Sampieri, e al mio Costa. Cura diligentemente la tuapreziosa salute, ed ama il tuo, etc.
ALLO STESSO
A BOLOONA
Milano, 6 febbraio i8a5.
Nel far giudizio delle cose proprie, spesse volte gli scrit-tori pigliano errore. Onde allo stesso Costa ed a voi ri-metto la scelta de’iniei componimenti, che a voi due par-ranno meno indegni di entrare nella vostra raccolta.
Mi riempie l’animo di consolazione l’udire che il nostroTommasini abbia ridotto a buona condizione la vostrasalute , che , governata dal suo sapere , in breve si farà ,spero, tutta salda e perfetta. Ed ho partecipe di questaallegrezza il buon Malfei, che è sempre meco, e vi mandaun caro saluto , anzi mille , come fo io , che sempre viamo d’ amor vero e infinito.
Ma il più dolce di tutti i saluti si è quello che l’egregiaNina vi ha commesso per me. Ringraziatela cordialmentedi tanta benevolenza, e fate altrettanto col Pepoli e col-1’ ottimo degli amici Costa , a cui mi sento legato co’ piùstretti vincoli d’amicizia.
La mia salute, in quanto a star bene, è perfetta: ma lamia povera vista va sempre di male in peggio a tale, che