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ad ogni poco di scrittura o lettura mi si offusca misera-mente , e m’ò forza gettar il libro o la penna. Compian-getemi , e dalla mia sciagura pigliate cagione di amare iltutto vostro, ctc.
ALLO STESSO *
Mio caro amico. — Scrivendo oggi a Costanza, le hodetto eh 1 io non conosco più bell’ anima della tua. E ve-ramente, mio dilettissimo, tu sei tale che non è possibileil conoscerti e non amarti } e del certo io t’ amo quantoil cuore ne può, e ti ringrazio della consolazione che m’haiportata nell’animo coll’ultima tua dolcissima. Ma ti pregodi far parte di questo ringraziamento al nostro buon Pe-poli in cui parmi aver acquistato un altro te stesso, e se-paratamente risponderei al suo gratissimo letterino, se oggipiù del solito non fossi povero della facoltà di scrivere edella vista. Adempi tu dunque le mie veci e con Pepolie col mio Costa , e con quanti rendono lieta della lorobenevolenza la mia vecchiezza. Ma spiega soprattutto legrazie della tua parola nel significare all’ incomparabilenostra Bignami la mia riconoscenza per l’affettuoso salutoche mi ha mandato pel mezzo di suo fratello.
Dimani farò onore alla tua mortadella con quattro amici,fra’ quali il Lampredi qui di ritorno da Parigi e da Lon-dra. Egli sarà in breve a Bologna , ove per onesta com-missione d’una compagnia di letterati d’oltremonte ha bi-sogno d’ abbracciarsi con Costa. Ti darà piacere il rico-noscere questo stoico singolare di amenissima vita. Verràin traccia di te} e tu , se m’ ami, gli farai conoscere chela mia raccomandazione non rimase vota d’effetto. Stasano, e conserva in te stesso il tuo, etc.
PS. Zajotti c Maffei ti faranno a parte i loro ringra-ziamenti.