LETTERE
/ t o8
mie li cadesse nell’ animo il pensiero di ristamparlo, pre-goti di aspettare la nuova e notabilmente ampliata edi-zione che qui ne uscirà quanto prima. Grandissima èl’impressione che quei dugento versi hanno fatta sul pub-blico di Milano, e il deriso in cui il Romanticismo è ca-duto. Io spero clic il rigido nostro Paolo ne sarà contento.
Se 1’ aria di Napoli , come mi scrivi, conferisce alla tuasalute, ia regai Sirena avrà da me un Inno di ringrazia-mento e di lode} e io tei canterò quando in fiore di per-fetta sanità verrai a Milano: il che faccia Dio che prestoaccada, prima che l’ostinata malattia de’miei poveri occhimi tolga affatto la vista. Perchè non solo ho perduto ognisperanza di guarire, ma sento l’un dì più che l’altropeggiorarsene la condizione} c sì lo scrivere come il leg-gere mi torna così penoso e nocivo , che il mio vivere èuna continua malinconia. Aggiungi a questo la semprepiù crescente mia sordità, per cui nelle compagnie nonaltro sono già divenuto che tronco. Affretta adunque latua venuta } e la tua presenza sarà una grande consola-zione per Maffei, e sarà senza misura una gioia di para-diso pel tuo amantissimo, eie.
PS. Il Segretario Perpetuo della R. Accademia, l’abateTeodoro Monticelli , uomo coltissimo, e ciò che più montaonoratissimo, è tutto aureo di bontà e cortesia. Portagli imiei saluti, e ciò solo ti basterà ond’essere ben accolto ,e la sua amicizia sarà la migliore di quante ti posso farein cotesta città. Il Trivulzio ti saluta, e altrettanto fa miamoglie.