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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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ALLO STESSO

Milano , iS ottobre i8a5.

Dopo un intero mese di campagna (ove ad altro nonho atteso che allo studio della salute), ritornato final-mente in città, adempio per prima cosa il debito di rin-graziarvi del caro dono inviatomi delle vostre poesie, edelle osservazioni che vi è piaciuto indirizzarmi sull’ ul-tima edizione della vita di Dante scritta dal Boccaccio .Ho lette e trovate piene di ogni eleganza le prime, edettate da molta e sicura critica le seconde; e per le unee per 1’ altre io penso debba venirvene doppia lode e dileggiadro poeta e di acuto conoscitore delle più ripostebellezze negli ai’cani del bello scrivere.

I passi da voi notati come scorretti, a me pure ap-paiono tali senza dubitazione, e sarebbe obbligo deglieditori accuratamente avvertirli, c disfarsi una volta dellacieca fede ai codici, ricordando che questi furono sempremateriale lavoro di gente ignorante , e accattante la vitacol servile mestiere di copiare gli scritti altrui senza in-tenderli. Ben conobbe questa gran verità il Petrarca , chein più luoghi ebbe a compiangere la misera condizionedelle opere degli antichi indegnamente da cotesti ribaldiguaste e straziate. Ma disgraziatamente i nostri dottihanno più fede in queste logore carte, che in Marco e inGiovanni.

Nella serie di nuove voci che voi proponete di aggiun-gere al Vocabolario , tristo servigio, a parer mio , si ren-derebbe alla buona lingua col regalarle Posterità nellostrano senso in che il Boccaccio l’adoperò, nè mi accordocon voi che quella sua frase Posporre gli sdegni vagliaconsumarli. Ma vale propriamente lasciarli da parte, nonfarne conto, e per dirla in altro modo, dissimularli. Cosìcredo, sènza però pretendere che la mia chiosa sia miglior