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Milano, 24 dicembre 1825.
Una consolazione e un dolore ad un tempo : grandeconsolazione 1’ udire P eredità conseguila dal nostro buonNiccolini, e il vedere che questa volta la sorte ha fattopace colla virtù : e grande dolore la nuova clic qui si èsparsa dell’afflitta salute di Gino Capponi . Io non so darmia credere che sì bel fiore di nobiltà e gentilezza sia ri-dotto alla misera condizione che qui si dice : e il nonavermene voi fatto parola mi tiene nella lusinga che nonsia tutta vera la pubblica voce. Toglietemi, prego, di questaincertezza , c fate che con nuove più liete possa allegrarl’animo dei non pochi che qui lo conoscono, e l’hanno inpregio ed amore.
Il povero Montani anzi che sdegno mi fa compassione. Eglisi è messo a parlare di Cosa che non intende, c confon-dendo stranamente P officio del Glosofo con quello delpoeta , tira con tutti i deliranti suoi pari a distruggere ,se fosse possibile, la poesia. S’ egli intendesse bene lospirilo di quest 1 arte , se sapesse distinguere dalle opera-zioni della fantasia quelle dell’intelletto, s’ egli in sommanon si fosse lasciato prendere dalla smania ridicola dicomparire filosofo non essendo poeta ( eh è ad esser talealtro ci vuole che il suo mazzetto di fiorellini ), non avrebbegettato via tanto inchiostro e giudizio in quella sua lungapredica dissennata contro il mio Sermone , nè sarebbetrascorso a dire che al presente la scuola romantica èscuola cattolica. Legga egli il lungo articolo in data del primocorrente dicembre inserito nel Giornale dei Débats , e veggacon quanta ragione egli ha osato di dire che anco tuttaFrancia adesso è romantica. E quand’ anco lo fosse, neMonti. Epistolario. 28