LETTERE
434
vien egli che debba romanticamente impazzire anche tuttal’Italia , il cui genio in fatto di letteratura è sì diverso daquello dell’orrido e scapestrato settentrione? L’articolo so-praddetto è sì bello e termina con una pittura sì viva evera del pazzo romantismo, che mai non fu scritta cosa piùgrave condita del più grazioso ridicolo. Leggilo, mio buonamico, e fallo leggere al Niccolini, cui caramente saluterai}e sta sano. Il tuo, etc.
PS. Mia moglie, la figlia, Aurcggi c Jesi ti risalutanosenza fine.
Io sperava di finir la mia vita al tutto mondo del primodei sette peccali: ma voi coll’intitolarmi i vostri bei versisulla prigione del Tasso con parole di tanto amope edonore, voi mi fate venire in tale superbia, che mi trar-rebbe a dimenticare di esser indegno di un tal dono, senon considerassi che voi più che dal poco mio merito,avete preso consiglio dalla molta bontà dell’animo vostro.Ben veggo che di ciò pochi vi loderanno, ed io pel primoconosco che la gentilezza del cuore ha fatto velo al vostrogiudizio. Ma posso io biasimarvi di un errore che torna amio profitto? E non dovrò io mirabilmente godere del ve-dermi amalo da voi, mio dolce amico, in cui, dal primomomento che vi conobbi, ebbi scoperta un’ anima cosìbella, così delicata, così cara al mio Papadopoli, e final-mente sì veneranda per le sventure che vi combattono, cper P altezza dei sentimenti con cui sapete calcare le av-versità? Crediate che l’acquisto della vostra amicizia miè vero tesoro, e eh’ io mi studierò di custodirlo intatto eprezioso fino all’ estremo della mia vita.