LETTENE
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dova un alloggio conveniente, ed io spero che la sua bontàed amicizia si assumerà per me questo pietoso pensiero.Non mi mancano che pochi versi per terminare la Fero-niade. Tutti i giorni vi penso, e ancora non so conten-tarmi del fine, a cui bisogna venire. Se lo stato dellamente e del corpo si volgerà in meglio alcun poco, ilpoema vedrà, spero, la luce tanto aspettata. Un tenero ab-braccio a Momolo, e il saluto del cuore alla Marietta Scu-tcllari.
Sta sauo, ed ama il tuo, eie.
PS. Mia moglie ed Aureggi ti risalutano caramente, etutti ti preghiamo di far tu altrettanto per noi coll 1 ottimatua sorella. 1
Fammi il piacere di dire al mio nipote Giulio, che, poi-ché suo fratello Giuseppe non si degna neppur di rispon-dere alle mie lettere, mi faccia esso Giulio la grazia d’in-formarsi se fra i libri lasciati da Costanza a Majano si tro-vano due volumi in ottavo del Dante di Biagioli, edizionedi Parigi , postillati tutti di mia mano da capo a fondo. Enel caso che sì, li ricuperi subito, e li tenga presso di sòfinché io gli prescriva 1’ uso da farne.
AL CONS. PARIDE ZAJ0TT1
Di Monza , il giorno 8 di giugno 1827.
Mio carissimo come figliuolo. — Ho veduto con indi-gnazione le vili contumelie di Lionardo Ciardetti e delsuo degnissimo amico} ma chi se ne potrebbe maravi-gliare ? Ogni uomo segue il suo stile, e parlando o scri-vendo fa ritratto de’ suoi costumi. Que’ due signori t’ac-cusano d’aver mentite le mie parole, ed è pur sacro e ve-rissimo che non hai pubblicata sillaba nella Biblioteca Ita-