DEDICATORIE
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non volete che versi buoni} e Cornante , l’ammirabile, ildivino vostro panegirista, da voi risguardato con occhio ditanta parzialità, ve ne ha acquistato il diritto. Io non soncerto Cornante; ma quantunque per altri noi sia, lo debboessere per voi} anzi ardisco dirvi che voi dovete, per unprincipio di privato interesse, procurar al mondo questaillusione. Si direbbe che avete errato nello scegliere il suc-cessore, che non siete più assistita da quella penetrazionedi spirito , da quella intelligenza e sicurezza di giudizio,per cui l’Italia risguardò finora ogni vostra scelta comeun criterio infallibile del poetico merito. Troppo dunquecolla mia è connessa la vostra riputazione, tanto più chenel vestirmi della delfica divisa voi presagiste in me unservo non indegno di Apollo e di Climene. Vi sia dun-que a cuore la veracità delle vostre profezie, se nonamale di sentirvi dire che siete il rovescio di Cassandra ,
Verace sempre e non creduta mai.
Mi direte: se son cattivi i tuoi versi, sta a me il farlicomparir buoni ? Sì, Climene. Il sole attrae le nubi, e in-dorandole le veste di quella luce eh’ esse non hanno. Maio sono discreto, e non pretendo l’impossibile. Accorda-temi voi il vostro voto, gradite questo mio omaggio, e pocomi curo del resto. Voi formate il primo oggetto del miospirito, come lo siete e lo sarete sempre della mia gratitu-dine} voi mi tenete luogo di tutti gli approvatori, voi sieteper me l’universo.
Che se taluno tacciasse questi miei sentimenti di corti-gianeria o di stoicismo, lo consiglierei a illuminarsi unpo’meglio sulla qualità del merito vostro. Vedrebbe allorache non è poi necessaria tanta stoica indifferenza per es-ser contento della sola approvazione di una vostra pari.Non è la quantità, ma la qualità delle lodi che solletical’amor proprio di uno scrittore-, e quando partono da certebocche, si può viver sicuro di sentirne prestamente 1’ ecomoltiplicalo in lunga distanza. Qual fortuna per me se 1