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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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DEDICATORIE

II

(Discorso preliminare)

AL CHIARISSIMO MONSIGNOREENNIO QUIRINO VISCONTI CAMERIERE D’ ONOREDI N. S. PIO VI .

Ennij Pieridum nostrarum candide judex.

Se voi, veneratissimo Monsignore, non aveste commessolo sbaglio di accordarmi 1’ onore della vostra padronanzaed amicizia fin da quando ebbi la sorte di conoscervi, cheè quanto dire di stimarvi, e innamorarmi delle vostre vir-tù } io non commetterei adesso l’indiscretezza d’indiriz-zarvi questa lunga diceria, e, quel che è peggio, di stam-parla in fronte a questo saggio di poesie. Incolpate peròvoi medesimo prima d’incolpar me $ e imparate da quiinnanzi a far men uso di gentilezza e di affabilità. Questesono prerogative d’animo troppo utili e troppo necessarieper tutti} ma voi potreste dispensarvene qualche volta,perchè accompagnate essendo da cento altri privilegi dispirito, non vi tirano addosso d’ ordinario fuori che mo-lestie ^ l’ultime delle quali non sono certamente quelle chevi vengono da me. Non contento di esservi eternamentenoioso coll’ incomoda lettura de’miei versi (vizio comunea tutti i poeti, fuori che a voi che anche in questo sietestraordinario), io ho voluto aggravarvi ancora di più. Viho condannato ad essere il mio privato censore. Io sonoancor nell’età in cui molto si scrive, e poco per lo più siconosce. Sono in una città , ove la critica fra le personedi lettere facilmente si fa sentire , ove lo spirito de’ poetiè troppo dittatorio. Mi trovo lontano trecento miglia dalmio Eridano, privo degl’ insegnamenti del mio saggio du-rone, il dottissimo signor abate Gaetano Migliore, filologo