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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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DEDICATORIE

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d’ amore è la grande epidemia dei poeti ) mi hanno fattospesso dimenticare di David e d’Isaia in grazia di Tibullo e di Anacreonte . Ma queste sono infedeltà che non costi-tuiscono il mio carattere. Io amo dunque David più chegli altri poeti, e nessuno vorrà, credo, condannare quéstamia parzialità. Omero , Pindaro , Virgilio sono grandi emaestosi} ma David (senza parlar dei profeti, specialmented’Isaia ), David è qualche cosa di più. Chi non si accorgedella differenza che passa tra questo e quelli, tanto peggioper lui ! Questo è un affare di sentimento } e chi mal siconvince da sè medesimo, è inutile che cerchi le altrùiragioni.

Se non siete stanco di sentirmi, Monsignore, abbozzeròun piccolissimo paralello fra lo spirito poetico di Omero e di David, confrontando tra loro alcune immagini dell’unoe dell’altro, giacché tutto non si può. Nell’ Iliade viene incampo Giove con una truppa di Numi che sono in lite fraloro, che si strapazzano e si feriscono, e restano essi feritida braccio mortale, ed hanno qualche volta paura di mo-rire} che trasgrediscono i divieti dello stesso Giove, e loaddormentano per dar delle busse con libertà ai Troianida lui protetti. Negl’ Inni sacri si fa innanzi il Signore, ilDio degli eserciti. Innumerabili angeli e cherubini millevolte più rilucenti dei raggi del sole lo circondano, e conle ali si coprono per riverenza la faccia : ne cantano inces-santemente la gloria e 1’ onnipotenza, passano in giuochidi paradiso una vita eternamente beata, e altra gara nonconoscono che quella di amarsi. Nell’Iliade vedesi Giove chedal monte Ida vibra tuonando dei fulmini spaventosi davantiai cavalli di Diomede , e nel mezzo di tutto l’esercito greco.Negl’ Inni sacri mirasi Dio che discende a punire i nemicidel suo popolo eletto. I cieli s’incurvano sotto il peso de’suoi piedi} l’universo traballa, e minaccia di ricadere nelcaos secondo. I venti lo pigliano sopra le ali: i tuoni gliruggiscono sotto le piante : i lampi, i fulmini, le tempestegli fanno d’intorno un orribile e spaventoso corteggio, e