DEOICATORfE
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le nuvole percosse dal foco, che gli esce dalla faccia, s’in-fiammano come carboni roventi. Dio parla in aria di sde-gno ^ le sue parole sono altrettante procelle} le montagnesi squagliano come la cera, e si dileguano come un pugnodi polvere. Ecco distrutti con un batter di palpebra i suoinemici, ecco rimasto senza un vivo tutto il campo di bat-taglia. Dove si trovano immagini più ricche e maestose diqueste? Omero ci rappresenta Giove che, all’ avanzarsi diAchille contro i Troiani, tuona dall’alto, e Nettuno che,sollevando in burrasca le sue onde, scuote col tridente laterra. Le cime del monte Ida ne crollano fino dai lorfondamenti, e Troia tutta viene agitata da un gran terre-moto, al cui fragore spaventato Plutone nel fondo dell’in-ferno balza dal trono} teme che la terra si spalanchi, eche la luce del giorno penetri nel regno delle Ombre. Cheterribili immagini! che forza di poesia! esclama a questopasso Longino rivolto al suo Terenziano. Bisogna confes-fessare che Omero non ha tra i profani chi lo eguaglinella vastità e magnificenza dei pensieri. La sua immagi-nazione è stata la più grande di quante ne abbia avutol’antichità-, e quando, dopo aver letta l’Iliade, si piglia inmano 1’ Eneide , non si può far a meno di sentir qualchevolta nell’ anima un poco di quella freddezza, che si sentenegli ultimi sei canti dell’ Eneide stessa dopo la letturadel secondo, del quarto e del sesto. Virgilio per altro su-pera il Greco nel gusto e nella proprietà dei sentimenti,quanto il Greco supera Virgilio nei caratteri, nella varietàe nella grandezza del genio. Mi sarebbe egli permesso didire che nessuno si rassomiglia ad Omero per la forza difantasia, quanto Milton ? So che molti non possono per-donare a questo poeta 1’ artiglieria dei diavoli contro gliangeli, le svelte montagne, e la furia colla quale da unaparte e dall 1 altra le portano per aria e se le scaglianocontro} il gran ponte fabbricato dal Peccato e dalla Morte,e l’allegoria pure del Peccato e della Morte, nella qualeMilton simile si mostra a Spencer e all’Ariosto più che