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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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ad Omero e a Virgilio ^ e parecchie altre stravaganze. Maquesti difetti distruggono essi le innumerabili bellezze diquel poema, nelle quali, sia detto con pace, egli superatutti i poeti, ed uguaglia lo stesso Omero ? Milton è di-fettoso; ma per cadere nei difetti di Milton bisogna essereun poeta di prima classe. Fratello di Milton può chia-marsi Klopstock , autor del Messia ; la fantasia di cui nelterribile è forse tanto maggiore di quella di Milton, quantoquesto 1’ ha maggiore di quello nel delicato e nel tenero.Il concilio dei diavoli di questo Tedesco getta paura, e laparlata di Satana non potria concepirla più forte e piùrabbiosa Belzebub medesimo, se Belzebub facesse il poeta.Mi duole che il chiarissimo padre Bertela non promettapiù che un canto di traduzione del Messia. Esso potriaarricchire meglio d’ ogni altro la nostra lingua di tutte lebellezze di questo poema , e togliere a me in tal guisaun’antica tentazione di accingermi io seriamente a questolavoro già da me per ischerzo tempo fa cominciato. MaKlopstock e Milton sono grandi, perchè assistiti vengonodappertutto dall’entusiasmo di David. Ritorniamo dunquea David che vale assai più di loro, e vediamo s 1 egli abbiadelle immagini superiori all’ ultime che abbiamo accennatedi Omero , se non paragonabili nel carattere, paragonabilialmeno nella grandezza.

Dio, dice David, si affaccia sul caos, apre la bocca per crearl’universo, e l’universo si slancia da sè medesimo dal fondodell’ abisso; il cielo si distende come un padiglione, e risplendeseminato di stelle e di pianeti. Fa cenno al sole d’incam-minarsi verso 1’ occaso, e il sole ubbidisce e prende il suocorso. Fa cenno al mare di ritirarsi, e il mare spaventatosi mette in fuga e si rinserra mugghiando dentro i confiniche l’onnipotenza gli prescrive. Dio manda un fiato divita ; ed ecco le campagne e le valli vestirsi di fiori ed’ erbette, ecco frondeggiare le selve, e i ruscelletti spicciarfuori zampillando dal fianco delle montagne, ctc. Fa d’uopoesser senz’ anima per non restar commosso da tante c si-Mosti. Epistolario. 5o