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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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dedicatorie

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amico Barotti, per qualche loro grave peccato abbiano dalcielo la maledizione di non gustare i versi del signor Lu-dovico; così pazzia sarebbe il lusingarsi che in propositodei vostri tutto il mondo esser debba del mio sentimento.

Voi ben sapete che in Parnaso, come dappertutto, quotcapita tot sententice , e che, fra la turba de’poeti, persuadonsimolti di aver ottenuto essi soli per chirografo del sant’A-pollo la privativa della buona poesia. Pensano costoro inconseguenza che tutto sia detestabile se non è secondo leregole della lor maniera di scrivere. Poveri come sonod’idee e corti d’intelletto, dansi a credere costoro che ilregno delle Muse sia tutto circoscritto dentro gli angusticonfini del loro cervello ; e stolti mi sembrano a questoriguardo come quel geografo cinese che, fanatico per lasua nazione, disegnò un mappamondo, la superficie di cuiera presso che interamente coperta dalfimpero della Cina ,ai confini della quale si scoprivano per un piccolo schizzol’Africa, l’Europa e l’America . Anche il Parnaso ha isuoi geografi di gusto cinese , ed io son sicuro che mollifaranno di voi quello che fece il cinese delle tre parti delmondo che avevano la disgrazia d’esser fuori del suo paese.

Il pretendere di stabilire delle regole fisse e generaliin materia di giudizi particolari, sarebbe l’istesso che ilvoler assegnarne in materia d’ interesse. La norma delnostro interesse è la stessa che quella dei nostri giudi-zi. Una bionda deciderà sempre in favor delle biondepiuttosto che delle brune; una donna galante in favore diun petit-maitre piuttosto che d’un letterato, ed un pittoreavrà sempre più di parzialità per un poeta che per unteologo. Benché pertanto tutti siano mossi da una causamedesima, questo può essere però un pazzo nel giudicare,e quello no. In tutte le opere d’imitazione noi abbiamo leregole del bello costanti e inalterabili, perchè derivanti dallaproporzione delle parti, dall’ esattezza del disegno , dal-l’eleganza e felicità dell’ espressione : senza tali qualità ilbello non esiste. Chi assistito dalla ragione intende e gusla