NOTE AGGIUNTE 2-"
tìnto in luce da altri clic da me, quando avrò avuto agiodi rispondere , come devo , alle imputazioni solistiche e falsedi un censore , die iti altre materie è salito in gran fama,,.Ma, dice l’autore della prelazione, non intraprese quel lavoro,die avrebbe potuto dar molto a che fare a! suo spirito ; c ( re-do che avrà mutato pensiero , avendo forse scoperto die la piùparte delle imputazioni non erano nè sì sofistiche nè sì falsecome ei dice , ed essendosi in fine avvisto , che il censore chedovea combattere , non era meno profondo in cotali materie ,che nelle altre . Avrebbe certo avuto tutto il tempo di rispon-dere a Galileo, perocché erano già parecchi anni che aveva ri-trovato il manoscritto , ed aveva più ozio che non gli bisogna-va . Viviani nella sua lettera scritta al gran duca di Toscana ,Ferdinando 11, nel 1 654,inserita dal SaIvini nella sua Vita di Ga-lileo , Ftuti consol a ri , p. 3<)3 , ci dice che quel grand’ uomo»dotato di una memoria felicissima, cd appassiona to per la poe-sia, sapeva a memoria , tra gli autori latini una gran parte diVirgilio, d’ Ovidio , d’Orazio e di Seneca , e tra gli autori ita-liani , quasi lutto il Petrarca , tutte le rime del Beimi , e perpoco tutto il poema dell’ Ariosto , che fu sempre 1’ autore suoprediletto , e quello di tutti i poeti, che lodava maggiormente.Aveva fatto, prosegue il \ iviani, delle osservazioni particola-ri e de’ paragoni tra questo poeta cd il Tasso sopra un grannumero di possi . Uno dei suoi amici gli domandò parecchievolte con molte istanze quel lavoro , mentre che era a Pisa ; iocredo che fosse Giacomo .Mazzoni . Dirglielo lilialmente c. noipotè,più riavere. Dolorasi talvolta sdegnoso di sill'att.i perdita,e conlessava egli stesso di aver fatto quel lavoro con soddisfa-zione e piacere. Ignmaivasi dopo quel tempo che lesse av-venuto di quella scrittura , allorché fu a caso scoperta ili unaraccolta di .Miscellanee . Ma per un effetto della fatalità , cheparca l’accompagnasse, colui che la rinvenne, non approvandole opinioni del Galileo, ebbe in animo di difendere il Tasso , enon avendo mandato ad esecuzione quel pensiero, privò il pub-blico di quel prezioso scritto . Dopo la morte di colui , che l’a-vea copiato, volse lungo tempo ancora anzi che cadesse indienumi di chi potesse farne buon uso. Alla (ine i manoscritti dcl-1 abate Sciassi pervennero in quelle del duca di Ceri , ed aquesto signore zelantissimo pel bene delle lettere si è dovutala pubblicazione .
Ma nel mentre tl.e il letterato , al quale venne affidata la