Band 
[Tomi settimo & ottavo.]
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28 STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANA

tcressc sullumore di Sofonisba e di Massinissa , si libera dibiluce, facendolo cadere in un combattimento. Massinissa èpiù energico e più amante in Mairet cbe nel Trissino . La suacontesa con Scipione si accosta assai da vicino alla forza ed alladignità tragica ; ed i rimproveri cbe fa ai Romani , in unaltrascena con Lelio, di opprimere gli alleati, e di umiliare i re , iquali diedero loro mano a vincere, sono germi , cbe Voltaire fecondò in appresso trattando il medesimo argomento . Solb-nisba , vedendo ritardare la decisione della sua sorte , fa do-mandare a Massinissa i mezzi , cbe le promise per liberarladalla servitù, ed intrepida beve il veleno, cbe le manda . Que-sto operando prontamente , ella si fa portare dalle sue donnesul letto nuziale. Arriva Massinissa , al quale viene presentatoquesto lagrimevole spettacolo, sollevando una tappezzeria , cbevela la stanza di Soionisba. Lgli si alla più spaventosa dispc-razione , e si uccide.

La Sofonisba di Cornelio , elle venne alla luce trcnlannidopo quella di Mairet. , è uno degli errori di quel grand uomo,ed uno dei segni del suo troppo celere decadimento (i). Volle,al suo solito, complicare questo argomento semplice, e vi fe en-trare un Erissa , regina di Getulia , amante di Massinissa e ri-vale di Sotonisba , e mette in bocca a queste due donne motteg-gi e galanterie antitragiehe. Sofonisba è divisa tra suoi doveriverso Siface ed il suo amore per .Massinissa. Siface in tutto ildramma è in una condizione ridicola. Massinissa egli stesso haperduto la sua energia e la sua fierezza , e non sa cbe si fare diquella Erissa. Manda il veleno a Sofonisba , la quale per be-verlo si ritira, e non si veggono pivi luno I altra. Lelio,a cui si narra , cbe la regina vuotò il nappo fatale, fa speraread Erissa, cbe collandar del tempo Massinissa , il quale nonvuol udir a parlare di lei, potrà acconsentire a menarla per

(t) iVato nel iGoG , fece la Sofonisba nel iGG5;non avea dun-que die cinquantasetle anni ; e si fa risalile , come si deve , ilprincipio del suo decadimento sino a Teodoro , dato nel i6|G : que-sto £cnio si robusto e si sublime non era più lo stesso a Q anni .