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[Tomi settimo & ottavo.]
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a38 storia della letteratura italianachiamato nella qualità ili oratore , in Ferrara , in Bologna ,in Rovigo , riceveva le più onorevoli dimostrazioni di stima.Principesse, amiche delle lettere (i), si recavano a visitarlo,e gli facevano talvolta ricchi doni ( 2 ). Tuttavia rimase sem-pre povero, e la fortuna gli si mostrò sempre più liberaledonori, che di ricchezze (3). Ancorché cieco, non fu in-sensibile allamore, come si scorge dalle sue rime, ed an-che dasuoi drammi. In parecchi desuoi prologhi confessa,che desidera soprattutto di piacere ad una donna crudele, che1 odia e lo fugge (4): le sue scene amorose sono trattate conmolto calore ; ma le laidezze , che vi sparge sovente, fanno cre-dere, che non fosse in amore molto delicato.

Allarte di fare i versi univa quella di declamarli ; abbia-mo innanzi veduto (5) quali onori ebbe iu Vicenza , nel 1 585 >quando vi andò a recitare la parte dEdipo cieco. Era nel piùgran vigore delletà , quando, assalito in Venezia da improv-viso malore , cessò di vivere il i3 dicembre dello stesso anno .Il corpo fu trasportato nella sua patria , dove gli si fecero ma-gnifiche esequie, e dove la sua memoria è ancora onorata e cara.Le opere che lasciò in verso ed in prosa , sono piene di spirito;ma difettano d arte più ancora che di buon gusto : abbondanodi giuochi di parole, di metafore esagerate , e di tutti queraf-finamenti distile , che furono in gran voga nel secolo seguen-

ti Laura d' Este in Ferrara , Laura Gonzaga in Bologna , IsabellaPepolia Rovigo. L, Groto dice in una delle sue lettere, che queste prin-cipesse visitarono sovente uno scrittore de suoi tempi ; il Tirahoschipensa con ragione , che questo scrittore è Groto egli stesso. V. Tirabo-schi , t. VII , parte 111. p. 1 34-

( 2 ) Come quando la regina di Polonia eh egli aveva arringata inVenezia , lo presentò di un anello d oro , ricco di pietre preziose. Idem,ibid.

(3) Idem , ibid.

(4) L' Autor di questa favola

Che ( ancorché Cieco) ama e desia ardentissimaMente colei, che lui abhorre ed odia, ec.

( Prologo del Pentimento amoroso .)

In quello della Calisto ripete a un di presso la medesima cosa,

(5) lag. 69 . nota di questo volume,