278 storia della letteratura italianae fare tatti i moti di quella pantomima ingegnosa ? Perocchétutti que’inoti ; che sogliono per lo più essere inordinati e ca-suali nel giuoco della Cieca , erano qui studiati con numero edarmonia , in modo che non era meno ballo che gioco. Ce lo diceil Guarini stesso i n una nota ( 1 ),e ci manifesta ad un tempo il mo-do , con cui vennero superate le difficoltà dell’esecuzione. Ilcoro, che parea cantare e ballare ad un tratto , ballava sola-mente . La musica era dietro il palco ; il che si accordava per-fettamente col tuono misterioso di un cotal giuoco , nel qualeconvien parlare sottovoce e da lungi, perchè la Cieca, ove vi col-ga , non vi possa riconoscere .
Il fine di questa nota , singolare per la storia dell’arte , cichiarisce intorno ad una difficoltà più grande che il poeta aveasaputo superare, intorno al metodo,in qualche modo, meccanicoda lui adoperato per la composizione di questa scena, e che , inleggendola, non si sarebbe potuto immaginare. „ Il nostro poe-ta , dic’egli, prima fece comporre il ballo ad un perito di taleesercizio , divisandogli il modo dell’ imitare i moti e i gesti,che si sogliono fare nel giuoco della Cieca molto ordina-rio . Fatto il hallo , fu messo in musica da Luzzasco ,eccellentissimo musico de’nostri tempi. Indi sotto le note diquella musica il poeta fe’ le parole : il che cagionò la diversitàdei versi, ora di cinque sillabe , ora di sette , ora di otto , oradi undici , secondo che gli conveniva servire alla necessità del-le note . Cosa che pareva impossibile , s’egli non l’avesse fattamolte altre volte con tanta maggiore difficoltà , quant’ egli ne-gli altri halli non era padrone dell’ invenzione , come fu inquesta ,,.
Il Guarini , come si vede , amplifica qui alquanto a sestesso , secondo il suo costume , il merito di questa difficoltàsuperata : si fece in appresso altrettanto ed in italiano , ed intutte le lingue , per rispetto a balli e ad ariette cosi imitate;ma era in allora una cosa novella , ed anche dappoi che si è fat-ta comune' fu sempre raro il riuscirvi sì felicemente.
(1) Uh supra p. 149.