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[Tomi undecimo & duodecimo.]
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*128 stoma della letteratura italiana

Or veggio ben quanto circonda il mare ,

Aureo lutto e ripien dellopre antiche:

Adoratelo meco , anime chiare,

E di virtude amiche.

Il poeta nel chiudere la canzone vede ancora la dea scor-rere colla sua schiera tutto il cielo dall un polo all altro , esvegliandosi ad un tratto, riconosce la gloria del suo eroe. Equesto un lieve cenno soltanto di questo compouirnento delMolza , la cui bellezza dimora soprattutto nelle transizioni,nelle immagini e nella armonia.

Scontrasi nella medesima epoca un altro poeta pregevoleper la forza dello stile e per 1 argomento desuoi versi, ed èGiovanni Guidiccioni , nato in Lucca , nel i5oo , da Alessandrofratello del cardinale Bartolomeo. Le università di Pisa , diPadova , di Bologna , di Ferrara lo ebbero nelle loro scuole , enell ultima di esse ottenne la laurea in legge (i). 11 cardinaleBartolomeo lo pose al servigio del cardinale Alessandro Far­ nese , che fu poi Paolo III ; ed in quella corte coltivò lamiciziadei dotti, di cui era piena, e soprattutto quella dAnnibal Caro ,col quale visse poi sempre in strettissima unione. Nel i533volle ritirarsi in patria , sia per applicarsi tutto allo studio, siaper qualche disgusto avuto in essa corte. Ma come prima ilcardinale fu innalzato al soglio pontificio , lo richiamò, e dopoavergli dato il governo di Roma , lo elesse 1 anno medesimovescovo di Fossombrone , e da indi in poi fu sempre occupato incariche rilevanti ed onorevoli. Nel i535 era nunzio appresso1 imperatore Carlo Quinto , e lo accompagnò in molti viaggi:sulla fine del i53g , fu fatto presidente della Romagna , poicommissario generale dell armi pontificie, e finalmente gover-natore della Marca d Ancona ed in tutte quelle cariche sicomportò con tanta lode , che il papa 1 avrebbe decorato dellaporpora , se non fosse morto in Macerata nel i54».

Abbiamo del Guidiccioni unorazione da Ini detta allaRepubblica di Lucca ( 2 ) ; parecchie lettere e rime ehe vennero

fi) IVcl 1 :v!a.

( 2 ) Firenze i 558 , in 8.