Parte II. Capo XXXVIII Sez. I, i4tClie vinse 1’ altro, e d’ ambi altrui fe’ dono:Augurate a quest’ ossa eterna pace.
Il colorito, 1’ espressione, l’armonia tutto risponde all’ar-gomento , alle immagini, all'idea del poeta. Venne ciò nulladi meno censurato per aver messa in iscena l’Eternità (i). Mase si personizzarono il Tempo e la Fama , perché non si potràfare di ciò che li comprende , li padroneggia , gl’ inghiotte ?
Bernardo Tasso tentò il primo di dare alle canzoni le for-me delle odi oraziane . La canzone seguiva soltanto 1’ anda-mento maestoso e regolare tracciato dal Petrarca , ed ebbe daBernardo Tasso un movimento più libero , più rapido e piùsvariato. Addurremo per esempio quella che intitolò a Scipio ne Capece , e che ci richiama alla mente le vicende del poe-ta ( 2 ). L’immagine di una nave sbattuta dalla tempesta , cheOrazio aveva applicata sì ingegnosamente alla repubblica ro-mana , appresenta qui il destino di Bernardo , i suoi viaggi , ipericoli , le prove per salvarsi dal naufragio. Ma iu fine allavista del maggiore pericolo e’dispera di poter trovare da sestesso il porto , e ricorre al consiglio ed alla prudenza dell’ a-mico. Un padrone , die’ egli , eh’ io amo , eh’ io adoro , m’ in-vita a continuare il solito penoso cammino ; ma la mia età michiama
A vita più tranquilla e più serena,
Dicendomi : ornai tempo è che s’appendaE gli sproni e ’l cappelloSovra d’ un ramoscello ,
Ch’ al ciel le braccia estenda ,
Di qualche ombroso faggio o d’un abete,
Sacrandoli alla dea della quiete :
E che ’l fianco dall’ armi, e dalla graveFatica stanco e lasso, ,
S’ appoggi a tronco o a sasso,
Dove chiara e soave
(’l) V. Secoli della lett. tom. V, p, i63,(i) Ciipcce procellosa , atra tunpesta.