l88 STORTA DF.T.I.A I.FTTERATUR A ITALIANA
L’immilline delle due quartine è giusta e gentile , ed ilpoeta la spiega con molta leggiadria ; ed è peccato che guastiil restante con allusioni ai soprannomi accademici di Pellegrinoo d’ Innominato. Nello scorrere il Guarini ci abbattiamo so-vente a vedere siffatte puerilità accanto a sentenze ed imma-gini sommamente dignitose e poetiche.
Abbiamo veduto sonetti sopra la gelosia , di BernardoTasso , del Casa e del Tansillo ; eccone uno del Guarini.Conviencogliere 1’occasione di raffrontare gli autori, e considerare ,allorché maneggiano lo stesso argomento , le differenti grada-zioni de’ loro concetti, e della loro dizione. 11 Guarini , comeli suoi predecessori , si volge alla larva che viene a turbare ilsuo sonno :
Da qual porta d’ Averno apristi 1’ ale
Col rio timor , che le speranze sgombra ,
Sogno ? Se sogno è quel che ’l ver m’ adombra ,
E non , come cred’ io , mostro infernale .
Sparger forse credesti il tuo mortale
Veleno al cor, eh’ alta dolcezza ingombra ?
Tu nemico del Sol, tu notturn’ ombra ,
Che con vano lerror 1’ anima assale ?
Torna a Cocito pur , larva infelice ,
Che ’ndarno qui le tue menzogne adorni ,
E se vuoi pur tornar, torna col vero .
Ma di far sì con la mia donna i’ spero ,
Che vedrò , mal tuo grado , anzi che torni ,
Lei fedel , te bugiardo, e me felice .
Bernardino Baldi , il quale per la vastità e la feconditàdella mente abbracciò , quasi ogni maniera di scienze e di 1 et-tere , volle ancora trattare la lirica, e dettò parecchie rime divario argomento . La sua locuzione , per lo più regolare , nonè splendida , e tutto il pregio de’ suoi sonetti dimora talvoltanell’ armonia e nell’ argomento . Giovinetto ancora avea canta-to i suoi amori all’ombra di un alloro, e quindi diede il nomedi Lauro ad una raccolta di versi , che sono per la maggior